Mi chiamo Martina. Artista visiva, fotografa, scrittrice e donna sarda. Perdonatemi se uso questa mia ultima caratteristica per esprimere la mia curiosità per tutto quello che è arcaico: legato alla natura, alla bellezza, al ruolo della donna nel mondo, e tante altre cose.
Quando penso a me, mi vedo come un vecchio telaio in legno, quello che forse qualcuno trova in cantina o in un museo, con il legno tarlato e con i segni di quante volte la spola ha colpito le assi. Qualche volta, dentro di me, sento ancora il ritmo e la maestria di tessitrici dalle mani e piedi allenati... qualche volta, quando sto creando, le sento anche intonare una canzone.
Come loro, mi piace usare trame seguendo una musica e sapendo solo in parte cosa sto creando. Incrocio diversi media e tecniche: la pittura che racconta, la fotografia che cattura, la scrittura che indaga.
Quello che amo non sono i mezzi, le tecniche e i materiali, ma lo sguardo. Il resto viene da sé.
Il Telaio Storto non è un marchio. È un metodo. Il mio metodo personale: la domanda che muove ogni creazione. Cosa succede quando metto insieme questo CON quello? E perché non dovrebbero stare insieme?
La risposta è sempre la stessa: qualcosa di nuovo. Qualcosa di storto. Ma vero. Di mio. Che poi rimando al mondo.
E così io sono il telaio.
Vivo e lavoro a Cagliari, in Sardegna... ma anche un po' nel resto del mondo e del tempo.
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